NOTE INTRODUTTIVE

La presente ricerca genealogica si riferisce alla famiglia Lena di Taibon Agordino.

È opportuna questa precisazione poiché, nella sua formazione, il cognome Lena si è prestato a molteplici omonimie.

Il cognome Lena è chiaramente un matronimico derivato dai nomi propri Maddalena o Elena.

Come è noto, nei secoli XV e XVI, epoca nella quale incominciava a formarsi la generalità dei cognomi, per l’allora condizione subordinata della donna alla potestà del padre o del marito, era abbastanza raro che ad una donna venisse riconosciuto quel carisma tale da lasciare una sua impronta anche nella cognomizzazione delle famiglie.

Il compianto Tito De Nardin, nella sua ricerca sui cognomi agordini, identifica in Maddalena, nella forma ipocoristica Lena, vedova di Lino Del Negro di Taibon, la persona che ha iniziato e perpetuato il cognome Lena di Taibon Agordino.

Tito De Nardin, a conferma di questa sua intuizione, fa riferimento ad una pergamena conservata nell’Archivio Arcidiaconale di Agordo relativa al testamento, redatto in data 08/01/1505 dal Notaio Bernardino Paragatta, di donna Lena vedova di Lino Del Negro di Taibon.

L’esame di questa pergamena fa però sorgere il dubbio che la testatrice non sia la persona che ha perpetuato il cognome Lena.

Innanzitutto, nel documento donna Lena viene indicata come vedova Del Negro per cui la sua discendenza, secondo la consuetudine, avrebbe dovuto avere il cognome Del Negro. Inoltre, essa lascia i suoi beni al nipote Biagio da Pille (o Pilot), il cui cognome si è protratto nella sua discendenza locale per diverse generazioni e fino ai giorni nostri, anche se per gli attuali Pilot non è stato ancora possibile individuare se sono discendenti di Biagio.

Inoltre, nella tesi di laurea “L’immagine per i mercanti di legname veneziani tra il XVI e XVII secolo: fluitazione di materiali e di idee” del dott. Matteo Vieceli, laureatosi alla “Ca’ Foscari – Università degli Studi di Venezia” (anno accademico 2011/2012), viene indicato che nelle Regole di Moena datate 1502, risulta la famiglia di Antonio della Lena (o della Helena).

Questo riferimento a Moena ha creato ulteriori perplessità che potrebbero far risalire al Primiero la zona di origine del cognome Lena.

Infatti, in un protocollo notarile del notaio Scipione Paragatta di Agordo, datato 15/12/1564, si fa riferimento a Maddalena figlia del q. Giacomo Barat di Moena, vedova di Silvestro della Lena di Taibon, zia di Cornelio della Lena, figlio del cognato Bartolomeo, capostipite della presente ricerca genealogica.

Questi rapporti interfamiliari con persone della località di Moena sono solo delle coincidenze fortuite?

Purtroppo, la scarsissima documentazione d’archivio riguardante gli ultimi decenni del 1400 ed i primi decenni del 1500 non hanno ancora permesso di chiarire questi interrogativi.

In mancanza delle registrazioni parrocchiali nel basso Agordino per il 1500 e per i primi decenni del 1600, è possibile ricostruire la composizione della famiglia Lena rintracciando i vari individui, con il loro legame interfamiliare e la più probabile collocazione temporale della loro vita, con lo spoglio sistematico di molti documenti del secoli XVI e XVII e, per una migliore comprensione del percorso di ricerca, andiamo ad illustrare il dato utilizzato e la sua fonte.

Nel sopraindicato protocollo notarile del notaio Scipione Paragatta del 15/12/1564, Maddalena figlia del q. Giacomo Barat di Moena riceve dal nipote Cornelio q. Bartolomeo della Lena di Taibon (F.2 della genealogia), erede del marito, quale restituzione di dote, un campo posto nella Pieve di Taibon in località “Col di Carera”.

Sotto la stessa data viene redatto anche il testamento di Chiara, figlia del q. Giacomo Donati di Taibon, vedova in primo matrimonio di Bartolomeo della Lena (F.1) ed in secondo matrimonio di Vittore Rischia, nel quale vengono nominati eredi Cornelio della Lena (F.2), figlio del primo marito, e Agnese Rischia, figlia del secondo marito.

Nell’Estimo del 1580 sono registrate le proprietà immobiliari di Cornelio della Lena (F.2) nella Regola di Taibon in località “alla Sedola” e “a Pille”.

Nell’Estimo del 1603 sono registrate le proprietà immobiliari di Cornelio della Lena (F.2) nella Regola di Peden in località “al Furlas” e nella Regola di Taibon in località “alla Varra del Molin” e “alla Piana”. Inoltre, viene dichiarato che paga un affitto a Giuseppe Fossen di Primiero per un terreno in località “Piana sora San Cipriano”.

In un atto del Notaio Burattino Burattini del 24/04/1632, Giovanni Battista della Lena (F.3) è testimone di  un contratto di compravendita tra Vittore Zasso q. Simone, che agisce a nome di sua cognata Maddalena figlia del q. Simone Carelle di Taibon, la quale ha rilasciato ampio mandato, e Dorigo Chenet q. Silvestro di Taibon, avente per oggetto un orto posto nella Villa di Taibon presso il capitello ovvero l’”Altariol”.

Nell’Estimo del 1634 sono registrate le proprietà immobiliari di Nello (Cornelio) della Lena (F.5) nella Regola di Taibon in località “Strapont de sora”, “Sotto le case” e “alle Varre”.

In un atto del Notaio Burattino Burattini in data 25/07/1638, Franceschina q. Domenico Coldol di Taibon, vedova di Leonardo Tessaro di Castellavazzo di Valsugana, con riferimento all’atto di vendita stipulato da suo marito, in data 12/08/1633 avanti il notaio Palmerino Corvato, e Bartolomeo della Lena (F.3), avente per oggetto una “caneva” di muro posta nella Villa di Taibon sotto la casa degli eredi del q. Tommaso Orsolin, riceve da Cornelio (F.5) figlio ed erede di Bartolomeo, il saldo del prezzo pattuito e confermando la validità in tutte le sue parti dell’atto di vendita effettuato dal defunto marito, rilascia a Cornelio della Lena (F.5) ampia quietanza dichiarandosi pagata e soddisfatta. Testimoni dell’atto, il chierico Tito Livio Burattini, figlio del Notaio Burattino, e Giovanni q. Antonio Sotcovol (Soccol).

In un successivo atto del Notaio Burattino Burattini del 28/06/1642, viene registrato l’inventario della dote, redatto in data 12/03/1636, di Caterina della Lena (F.3), figlia di Bartolomeo e moglie di Martino Zasso figlio di Agostino.

Sotto la stessa data viene redatto l’istrumento dotale nel quale Martino Zasso dichiara ufficialmente di aver ricevuto la dote e ne rilascia per se e suoi successori ampia quietanza.

Nell’estimo del 1659 sono registrate le proprietà immobiliari dei seguenti nominativi:

  • Cornelio della Lena q. Bartolomeo (F.5) in località “Peden-San Cipriano” e “Taibon-Pont de Nadal”
  • Silvestro della Lena q. Bartolomeo (F.7) in località “Peden-San Cipriano”, Forno di Val-Ai Pra” e “Taibon- Alle Varre”
  • Vittore della Lena q. Bartolomeo (F.8) in località “Peden-San Cipriano” e “Taibon-Al Foc”
  • Antonio della Lena q. Paolo (F.9) in località “Forno di Val-Ai Pra”, “Alla Leda”, Taibon-Ai Troi” e “Alle Varre”.

Nel repertorio del Notaio Fortunato Forcellini in data 28/01/1663 Silvestro della Lena (F.7) è testimone di  un atto di riscatto esercitato da Giovanni Maria Dell’Acqua q. Battista di Riva, già affittuario di un terreno    a Digoman di proprietà dei fratelli Gerolamo, Francesco, Paolo, Pellegrino e Michele Paradisi, figli del q. Piero, quali eredi del loro zio q. Scipione Paragatta.

Sempre nel repertorio del Notaio Fortunato Forcellini, in data 17/11/1664 Giacomo della Lena (F.16) è testimone alla stesura del testamento del Notaio Gerolamo Bortolini q. Alessio di Villalta.

Nei protocolli del Notaio Giuseppe Ben sono stati trovati molti atti riguardanti la famiglia Lena.

In un atto del 15/02/1666 relativo alla vendita, con patto di riscatto, tra Marco q. Belgrado Costa di Taibon e Alò Manarolla q. Domenico di Taibon, avente per oggetto un terreno in Forno di Val in località “Noslech”, è indicato quale testimone Antonio q. Paolo della Lena (F.9).

In un atto del 01/05/1666 relativo alla vendita, con patto di riscatto, tra Bartolomeo q. Cristoforo Fossen di Fontana di Agordo e Martino Carlin q. Agostino, avente per oggetto un terreno a Parech in località Colleon (Villalta), è indicato quale testimone Giacomo figlio di Silvestro della Lena (F.16).

In data 26/05/1666 viene redatto il testamento di Cesare Pilot q. Giacomo di Taibon nel quale viene nominata quale usufruttuaria di tutti i suoi beni la moglie Apollonia figlia del q. Battista Caracogn. Viene altresì stabilito che dopo la morte dell’usufruttuaria sua moglie, vengano nominate eredi le sue tre figlie: Maddalena moglie di Bartolomeo della Lena figlio di Cornelio (F.10), Caterina moglie di Antonio Case figlio di Giacomo e Maria, ancora nubile, alla quale dovranno essere versate lire 200 a titolo di dote.

In un atto del 01/08/1666, Bernardina figlia di Lucano Matten e moglie di Domenico Matten q. Antonio vende per la somma di lire 600 a Giacomo Tibolla q. Domenico di Taibon, assistito dal patrigno Antonio della Lena (F.9), i beni ereditati dal q. Bernardino Matten consistenti in terreni posti nella località Matten di La Valle.

In un successivo atto del 29/09/1666, Antonio della Lena q. Paolo (F.9) in nome e per conto di Giacomo q. Domenico Tibolla, suo figliastro, riceve lire 50 da Domenico Matten q. Antonio in virtù di un legato testamentario del q. Bernardino Matten.

In un atto del 01/09/1669, Domenico q. Matteo Zanvettor, unitamente alla madre Bartolomea, vende a Antonio della Lena q. Paolo (F.9) un terreno in Taibon in località “Foch”.

In un atto del 25/04/1671, Orsola, vedova in secondo matrimonio del q. Alò Manarolla di Taibon, in nome dei figli minori e dei figliastri, vende a Cornelio della Lena q. Bartolomeo (F.5) un terreno a Peden in località “Al Lagunal”.

In un atto del 26/04/1671, Bartolomeo q. Filippo Decima di Taibon vende a Cornelio della Lena q. Bartolomeo (F.5) un terreno a Taibon.

In un atto del 07/07/1676, Biagio della Lena q. Silvestro (F.15) vende ai fratelli Alessandro e Filippo Crotta, figli del q. Giovanni Antonio, un terreno a Forno di Val in località “Alla Leda”.

In un atto del 10/08/1680, essendo deceduto Vittore della Lena (F.8) senza fare testamento lasciando tre figli maschi Giovanni, Bartolomeo e Antonio, la moglie Lucia e la figlia cieca Giovanna, tra i tre fratelli viene stipulato un accordo per la divisione del compendio ereditario. Bartolomeo vive separato dalla casa paterna essendosi sposato ed accasato a Peden con Margherita figlia ed erede di Giovanni De Luca ed intendendo conseguire la sua quota ereditaria accetta in via transattiva che i suoi fratelli Giovanni ed Antonio gli versino la somma omnicomprensiva di lire 300, anticipata quanto a lire 200 da Alessandro Crotta e per il residuo con la dazione di una “manza ed altra roba” valutata lire 100, dichiarandosi soddisfatto di quanto avrebbe potuto aspettarsi e pretendere dai beni paterni e materni, alla condizione che i fratelli Giovanni ed Antonio mantengano presso di loro la madre Lucia e la sorella cieca Giovanna, in modo tale che Bartolomeo non abbia mai ad essere a ciò obbligato salvo soltanto concorrere per un terzo alle spese dei funerali della loro madre e della loro sorella “quando piacerà al Signore Iddio chiamarle da questa ad altra vita”.

In un atto del 22/11/1680,  tra Bartolomeo Lena q. Cornelio (F.10),  a nome della moglie Maddalena, e  Olivo dell’Olivo q. Lazzaro di Cencenighe, che interviene nell’atto a nome della moglie Domenica, viene perfezionata una permuta di un terreno in Calloneghe in località “Col di Bia” con un terreno in Peden in località “Fioit”.

In data 17/01/1681 viene redatto l’istrumento dotale nel quale Antonio Moretti q. Antonio di Taibon dichiara di ricevere la dote di Apollonia della Lena q. Vettore (F.8), consegnata dai cognati Antonio e Giovanni della Lena, consistente nei beni indicati nella minuta stilata in data 04/10/1679.

In data 24/01/1681 Giacomo della Lena q. Silvestro (F.16) viene indicato quale testimone alla stesura del testamento di Maria, figlia di Giacomo Zasso e vedova del Notaio Alessio Bortolini.

La documentazione, nei vari archivi, riguardante la famiglia Lena è di gran lunga superiore a quella che è stata indicata, ma si è inteso limitare la finalità di queste note introduttive a tratteggiare, a grandi linee, lo sviluppo della famiglia nelle prime generazioni.